L’ho detto sin dal principio della vicenda della decadenza della presidente Todde: l’accusa mossa alla presidente del Collegio di Garanzia di non essere imparziale perché sorella di un ex senatore del Pd, nonché i toni contundenti, verso il Collegio, presenti nella mozione del Consiglio regionale che ha poi portato al ricorso della Giunta dinanzi alla Corte costituzionale, hanno entrambi un che di violento, di grillino della prima ora, di evocazione della ferocia di piazza per zittire un atto avvertito come incidente sulla politica perché fondato in diritto, e dunque considerato ostile da chi ritiene che debba essere la piazza e solo la piazza a decidere ciò che è giusto e ciò che non lo è.
Tuttavia, la grandezza di uno Stato di diritto è la sovranità della legge e la legge garantisce, grazie a Dio , la libertà di pensiero e di opinione, per cui ci devono piacere anche le opinioni che non ci piacciono, nel senso che bisogna difendere il diritto di chi non la pensa come noi, per sperare di vedere sempre rispettata anche la nostra libertà di pensiero e di espressione.
Ed è sul piano politico che vorrei porre una questione alla claque della Todde, l’azzimatissima corte avvocatesca che sinedrialmente (ma il Sinedrio giudaico era composto da circa 70 persone, qui siamo a una corte che sta sotto la decina dei membri) la proclama legibus soluta perché eletta.
Si tratta di questo: le ragioni a sostegno della propria ragione si acquisiscono per forza interna dei propri argomenti o anche per la forza del potere che si esercita?
Quando il 12 marzo 2025, a bocca di prima udienza dinanzi al Tribunale di Cagliari per la discussione del ricorso presentato dalla presidente Todde contro la sua decadenza, venne pubblicato il n. 8 della rivista Federalismi (con un editoriale dell’imparzialissimo Enrico Letta), rimasi un po’ perplesso per i saggi di due autorevoli accademici sardi sul tema oggetto del giudizio. Volendo usare un paragone con le pratiche delle scienze esatte, ebbi la sensazione di due articoli pubblicati prima che l’esperimento di laboratorio fosse concluso. Io, da studioso, avrei atteso l’esito del processo per analizzare la materia, ma questa è una personalissima e contestabilissima opinione. Dico di più: se io fossi stato un giurista accademico, uno cioè che insegna ad altri i fondamenti e gli sviluppi di una disciplina, e contemporaneamente fossi stato civilmente un oppositore della Todde, quale sono in forma irriducibile, non mi sarei occupato della vicenda, perché la ricerca (e in particolare la ricerca della verità nelle scienze umane) richiede ascesi, non militanza, richiede cioè una qualche diffidenza di sé in modo che prevalga l’amore per il vero rispetto al naturale amore di sé.
Fatto è che addirittura uno degli articoli è stato inserito, nottetempo, dai difensori della Todde nel fascicolo processuale, come argomento ad adiuvandum, come una sorta di parere pro veritate.
Poi è accaduto che l’autore dell’articolo è stato nominato membro retribuito di un organo regionale.
Ora io sono certo che non vi è alcun nesso tra la tesi sostenuta e la carica ottenuta, però c’è un problema di stile che è molto più incidente di quanto non lo sia (posto che non lo è in nulla) la strombazzata parentela di un giudice con un fratello che a suo tempo ha fatto politica.
Mi chiedo cosa avrebbero fatto i grillini, ai tempi del ferocissimo Bonafede, a parti invertite.
Tutto questo, però, è lo specchio di cosa sta diventando la capitale della Sardegna sotto il regno della presidente Todde. Ho molte ragioni in più per continuare a fare opposizione a questo governo, ma ho anche qualche ragione in più per accelerare il mio pensionamento dall’Università. Non è più l’istituzione in cui mi piaceva riconoscermi.
Signor Carlo non credo che i politici regionali di tutti gli schiarimenti siano ” Servi di partiti autoritari, personalistici, in linea diretta con massoneria e produttori di armi “
” Poi è accaduto che l’autore dell’articolo è stato nominato membro retribuito di un organo regionale ” sarà stato un caso il M5S partito dell’Onesta queste cose non le fanno
Rilevo che gli articoli pubblicati sulla rivista sono due.
Uno ha un carattere imparziale e plausibile, e conclude in termini di logica e analisi giuridica che mi sembrano apprezzabili e scritti con uno stile non di parte: si conclude dimostrando la natura di consigliere regionale della Todde e si fanno considerazioni sulla inadeguatezza e sostanziale ingiustizia sul sistema elettorale che privilegia l’esecutivo (anzi il presidente anche se fortunosamente eletto) rendendo il legislativo totalmente succube di quest’ultimo.
(ovviamente, ma che caxxyz…)
Lo scritto del meno titolato collega invece parte male proprio dallo stile, palesemente ricalcato sul modello della difesa di tribunale, e che -pur paludato da richiami a principi astrattamente universali e quindi validi per ogni giudizio terreno- corre feroce verso la tesi unica che interessi: e cioè la salvezza, nel caso concreto, del ricorrente nel caso concreto.
Io avevo del mestiere del docente universitario un concetto diverso.
Ed anche della serietà delle riviste giuridiche; mai visto che si pubblichino scritti di soggetti appartenenti allo stesso dipartimento della stessa università (spero che il secondo sia pagato di meno) scoordinati e discratici fra loro.
ProfMan…. Resti all’università, La prego, non ci abbandoni anche lei.
Ma concordo che di fronte a certa robaccia era meglio morire da piccoli
Professore spesso dice cose giuste su questa classe politica ma il problema è che dall’altra parte è anche peggio,
Servi di partiti autoritari, personalistici, in linea diretta con massoneria e produttori di armi.
Per adesso ci teniamo e votiamo il meno peggio.
Beh se anche il prof. pensa ad accelerare i tempi del pensionamento, io che ci penso da mesi per ciò che è diventato il vertice della sanità applicata in Sardegna, cosa dovrei fare se non accelerare ulteriormente?
Anch’io sono certo che non c’è alcun nesso tra le capacità di questa che ci governa e il ruolo che ricopre. Anche se è stata eletta.
Il suo contributo all’informazione è impressionante.
Sui nuovi fascisti cinquestelle (intesi come regime) non vi è molto da aggiungere.
@PTrusiano E’ così che si demoliscono le partecipazioni alla vita politica e quindi democratica.
Dando l’illusione che i diritti di cittadinanza siano per sempre protetti, dal diritto e dalla
Costituzione, mentre vengono quotidianamente erosi dalla politica che non è all’altezza delle sfide presenti.
Sinceramente dopo una fase di scetticismo nei confronti delle accuse alla Todde, incomincia a prendere coscienza della attuale situazione, situazione che tende a tamponare, ma non a chiarire, una imbarazzante situazione per il Governo Sardo. Il barlume di speranza che aveva animato il mio voto, si sta quotidianamente spegnendo e sprofondando in un baratro sempre più buio. Peccato….
Per i 5scanni, le loro regole vanno applicate solo sugli altri,,,, loro sono immuni, loro sono al di sopra di tutto e di tutti
Situazione inquietante, un affermazione del genere dovrebbe essere attenzionata dai giudici, al fine che coloro che cercano ridicole scuse infangando altri, valutino attentamente prima di oltraggiare persone illustri che hanno lavorato onestamente. Qua se fosse vero, parliamo di accuse molto pesanti che vanno oltre il colore politico e che mettono in dubbio il lavoro e la credibilità delle istituzioni.
Il re è nudo ..Viva il Re 🤴