Quando un ateo sente Dio
I Vangeli nascono per fare catechismo, per ricordare un evento eccezionale e ciò che comportò, per chi lo visse, capire all’indietro che qualcosa di inatteso e di imprevedibile li aveva coinvolti. Non nascono come testi da interrogare per risolvere i problemi dell’esistenza. Non nascono per spiegare il male. Sentono l’urgenza di affermare che la realtà che viviamo non è tutto, è fondata su altro e che quest’altro è diverso da quello che vediamo e viviamo. Hanno l’obbligo di dire che vi è un tramite tra questo e l’altro mondo e che questo tramite si dichiara leale e amorevole con l’uomo. Hanno l’obbligo di dire che abbiamo un destino eterno se rimaniamo legati all’origine che si dichiara amorevole. Punto. Tutto molto semplice; tutto troppo profondo per non sconcertare.