Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta alla Presidente della Regione, al Sindaco e all’Assessora della Pubblica Istruzione della Città di Cagliari
Presidente e Assessora P.I. Regione Sardegna
Sindaco e Assessora Città di Cagliari
Genetica dell’arroganza Gentilissime/i, vorrei rendervi partecipi degli strabilianti risultati ottenuti con la vostra proposta e delibera sul piano di dimensionamento scolastico 2025/2026. I risultati ve li fornisco in considerazione delle motivate richieste e vari tentativi fatti a più riprese, durante tutta la fase decisoria.
Vorrei prima di tutto dirvi che in questo periodo, grazie alla costituzione dei due nuovi comprensivi ci si ritrova finalmente con gli uffici impegnati alla composizione di nuove graduatorie incrociate tra istituti, chiusure di bilancio anticipate, rendicontazione e nuova programmazione dei progetti PNRR. Aggiungerei, perché ne siate consapevoli, che si è creato in tutti i plessi un meraviglioso clima di serenità tra i docenti che giustamente incide sull’andamento didattico e sul dialogo scuola-famiglia e che pone tutto il personale e le famiglie in situazioni di gravi incertezze per il prossimo anno scolastico. Con l’aggiunta di un pizzico di suspense per i soprannumerari che non guasta mai.
Grazie a questo piano di dimensionamento, così lungimirante da togliere quasi il fiato, siete riusciti a incidere profondamente, anche nei tempi e nelle modalità del sistema delle iscrizioni realizzando:
- L’assenza di iscrizioni al plesso di Via Machiavelli, che sarà quindi ceduto all’altro nuovo Comprensivo Foscolo- via Stoccolma con la certezza che non si potrà attivare una classe-prima a tempo normale;
- il nuovo comprensivo di via Castiglione avrà invece in ingresso il plesso di Scuola Secondaria di primo grado di via Talete, con una unica prima con ben 13 iscritti e 61 alunni complessivi.
- La sottrazione a questa direzione, con il passaggio del plesso di Via Machiavelli ad altra autonomia, di spazi unici e insostituibili quali palestra, sala riunioni, con importanti dotazioni frutto di investimenti europei, con grave danno alla didattica anche degli altri plessi viciniori.
Quindi, il vostro impegno ha portato a un risultato fantastico andando a realizzare le seguenti efficienti nuove autonomie, dette Istituti Comprensivi:
▪ Istituto comprensivo di Via Castiglione, sempre costituito dallo stesso numeri di plessi rispetto al precedente anno, popolati da ben 650 alunne e alunni tra infanzia e primaria, a cui si aggiungono ben 61 iscritti della secondaria di primo grado (sempre che concedano la classe prima) con un ottimo equilibrio tra le diverse fasce d’età;
▪ Istituto Comprensivo Foscolo/ via Stoccolma, del quale non dispongo di numeri, ma solo di suggestioni, che quindi tra dare e avere alunni, si manterrà con numeri al di sopra della soglia di rischio dimensionamento. E non solo ma, e questo è un vero capolavoro, sarà diretto in continuità dalla dirigenza dell’autonomia che inizialmente era quella con i numeri più piccoli. L’unica certezza è che nel plesso di Via Machiavelli gli alunni delle classi seconde, terze, quarte e quinte si libereranno in parte delle loro maestre con grande felicità delle famiglie.
Vorrei quindi esprimere a tutti voi gratitudine per la tempestiva e proclamata revisione delle linee guida a salvaguardia delle autonomie scolastiche della Regione Sardegna che ha portato a questo esercizio di arroganza da parte di chi pensa di applicare queste direttive con perizia.
La politica dannosa Ma è proprio partendo da questo che mi permetto di uscire dalla pantomima per calarmi nella cruda realtà e concedermi delle osservazioni riguardo ruoli e compiti della politica e doveri delle amministrazioni in tema di istruzione analizzando i diversi passaggi che sono stati percorsi per arrivare a tale inutile quanto dannoso risultato, perché mi sembra chiaro che si sia parlato di scuola come di fantacalcio al bar!
Appare palese che nei mesi precedenti le linee guida, e il conseguente dimensionamento scolastico, non si sia lavorato per nulla sui problemi delle scuole sarde e ciò è dimostrato dall’assenza di un piano strategico di revisione e di nuove politiche, così come strombazzato in campagna elettorale prima della annuale querelle sulla soppressione delle autonomie.
Tutte le delibere e gli atti della precedente Giunta, sulle quali eravate i primi a mostrare indignazione e sdegno, sono serviti, alla fine, soltanto a fornire esclusivamente slogan elettorali, immancabilmente disattesi, sulla difesa della scuola sarda e sulla centralità dell’istruzione nelle politiche del nuovo governo regionale.
Qual è il fine dell’applicazione delle linee guida come volute dallo Stato?
Semplice, il risparmio di risorse utilizzando parametri non proprio attesi dall’organizzazione scolastica della nostra regione. Per arrivare a tale obbiettivo meramente economico è necessario un iter istituzionale che parte dalla conferenza Stato-Regioni per poi planare sugli organismi regionali.
Con linee guida uguali a quelle già licenziate con DELIBERAZIONE N. 43/14 DEL 7.12.2023 dalla precedente legislatura da Voi contestate platealmente, (i tagli sono previsti per un triennio quindi ci saranno anche per il 2026/2027), si arriva quindi al licenziamento con la vostra DELIBERAZIONE di Giunta N. 49/28 DEL 11.12.2024 e relativo allegato, infarcita di alcune affermazioni retoriche su quello che si vorrebbe fare, nelle quali si prevede per il successivo anno scolastico 2025/2026 la cancellazione di ulteriori autonomie scolastiche visto che il precedente assessore regionale era riuscito a ottenere alcune deroghe per l’anno scolastico 2024/2025.
Insomma, dopo i passaggi istituzionali si giunge alla Delibera del 29 gennaio 2025, 5/46 con relativo allegato DEL5–46 Allegato.pdf
Ora, se le deroghe sono state concesse al precedente Assessore, era lecito aspettarsi, come in effetti è accaduto, che ci fossero anche per la nuova Assessora. E infatti si è arrivati, dopo il mercanteggiare con lo Stato, alla soppressione invece che di 9 autonomie di sole due dirigenze.
Benissimo, ma visto che nessuna assemblea comunale e/o provinciale si è esposta con proprie proposte, allora forse sarebbe stato meglio per tutti non presentare le sole 2 uniche condanne, ma tant’è, siamo servitori dello Stato e alle leggi si obbedisce, ognuno con le proprie responsabilità e con il proprio ruolo e vogliamo sentirci tutti protagonisti, qualcuno di più. Portando al patibolo coscientemente due proposte, una della Città Metropolitana di Cagliari e una del territorio della Gallura, si è solo facilitato il ruolo della seconda Commissione e del Consiglio e in questo modo si sono fatte ricadere eventuali conseguenze sui soggetti proponenti senza macchiarsi di nessun peccato. Ora, credo che rinunciare alle proprie prerogative significhi sfuggire alle responsabilità (sempre al netto di eventuali ragionamenti non scritti).
Quindi, chi di competenza della governance regionale, ha portato in Consiglio, per la delibera, il parere positivo di un piano contenente le due sole proposte ricevute (a Sassari diciamo curruddi e affusthiggaddi), mentre per le altre autonomie si è applicata una nuova deroga, benché vi fossero situazioni degne di attenzione. Il perché la Commissione e il Consiglio non abbiano considerato, senza esercitare le proprie prerogative, tutte le reali situazioni, limitandosi a confermare acriticamente il parto geniale delle uniche amministrazioni locali che si sono espresse, non mi è chiaro, ma potrebbe essere frutto o di incompetenza o di un preciso piano di difesa di alleanze politiche e/o di altri obbiettivi non espressi.
E questo è il primo fondamento della mia irritazione e provo a spiegarlo in modo elementare partendo dal presupposto che, in qualità di Dirigente scolastico applico la norma, ma da esperto della scuola posso consigliare e partecipare ai dibattiti pubblici. In buona sostanza sulle due autonomie da sopprimere non mi oppongo, è Legge, ma come si è arrivati a determinare nome e cognome è altra questione. Bisogna quindi addentrarsi in ciò che sono le Linee Guida e di come queste, altro non siano che strumenti per determinare le proposte da approvare.
Discesa agli inferi cagliaritani Scendendo quindi nel particolare della proposta dell’Assessora comunale, e della sua pervicace difesa del proprio operato, questa è stata fatta e approvata acriticamente principalmente per l’applicazione di due criteri:
1. viciniorietà tra i plessi
2. curricolo verticale nella scuola del primo ciclo
La miseria delle ragioni addotte a giustificazione della proposta la possiamo ritrovare nelle stesse Linee Guida all’art. 2.1.1. che non a caso recita:
“Nel rispetto del contingente assegnato a livello provinciale, gli Enti competenti potranno comunque valutare le modalità di organizzazione della rete scolastica maggiormente confacenti alla propria realtà territoriale, tenendo conto:
– del bacino d’utenza di riferimento e della omogenea e proporzionata distribuzione degli alunni tra le istituzioni interessate dal dimensionamento, anche al fine di garantire la sostenibilità nel tempo;
– dell’assetto organizzativo per i vari ordini e gradi;
– del numero totale di punti di erogazione conseguenti all’accorpamento delle Autonomie;
– della necessità di evitare la formazione di istituzioni scolastiche con un numero eccessivo di iscritti;
– delle caratteristiche specifiche dell’Autonomia, alla disponibilità e qualità dell’edilizia esistente (aule, spazi, laboratori ecc.) …”
È chiaro che non sia stata valutata nessuna delle suddette indicazioni che rappresentano la vera essenza del documento sulla quale operare scelte ponderate.
Altrettanto mi sfugge il reale processo politico e giuridico di non considerare in questa “tornata” gli Istituti della secondaria di secondo grado per i quali l’assemblea metropolitana ha di fatto deciso che non dovessero essere coinvolte “dall’applicazione” delle linee guida.
Allora le scelte si possono fare!! Con questo vorrei evidenziare che la colpa, quindi, non è delle linee guida, mentre è responsabilità della politica fare scelte giuste e trasparenti indicando il vero obiettivo che ci si propone di raggiungere.
Circa le ragioni addotte rispetto alla validità del piano e non prendendo in considerazione l’amenità relativa alla vicinanza tra i plessi (vista la reciprocità di tale criterio) faccio presente che l’invocato curricolo verticale della scuola del primo ciclo, se è vero che va salvaguardato anche attraverso la creazione di istituti comprensivi, in questo specifico caso appare più un alibi, palesemente poco rispettato e ridicolo visto che pone un unico plesso di scuola media quale traguardo di plessi della primaria che fanno capo a quartieri dislocati trasversalmente a tutta la città, ognuno con la propria identità legata ai diversi rioni con palesi differenze socio – economiche.
Aggiungo che il cosiddetto curricolo verticale se si dovesse realizzare esclusivamente attraverso la formazione di istituti comprensivi, porterebbe ad una ancora maggiore differenza nella formazione di base degli alunni, andando sempre più marcatamente a forme di autodeterminazione e plagio, togliendo di fatto la libertà di scelta alle famiglie. Il curricolo verticale, così come esiste nella letteratura, non è il passaggio di numeri tra percorsi all’interno di ogni singola autonomia, ma semmai il lavoro che deve essere svolto nelle scuole della primaria verso la scuola secondaria di primo grado, la quale poi dovrà lavorare in continuità con la secondaria di secondo grado ecc. ecc.
Vi informo inoltre che non c’è niente di più distante tra i profili di “Maestro” e di “Docente”. Il primo ha un contratto di 22 ore settimanali di cui 2 sono riservate ad incontri di programmazione settimanale sul lavoro in classe; il secondo ha un contratto di 18 ore, è docente di una disciplina e lavora per dipartimenti che si riuniscono 2/3 volte l’anno. Possono costruire insieme ben poco.
La certezza della inutilità della scelta fatta sta anche sui posti in organico determinati per la secondaria di primo grado che, visto il numero di classi di Via Talete, per alcune discipline non permetteranno di avere cattedre interne, ma solo cattedre esterne costringendo docenti a completare il proprio orario di servizio in altri istituti. Immagino cosa potrà significare fare un collegio nel nuovo spettacolare Istituto comprensivo di via Castiglione, formato da numeri dei due profili docenti molto distanti tra loro, come numero e come interesse, che riesca realmente ad esprimere quantomeno una linea comune e che invece si troverà a fare il solito esercizio diabolico di far quadrare per forza le varie delibere con l’uso della solita retorica.
Pensate quanto sarebbe stato utile invece proporre la formazione di istituti comprensivi della sola secondaria (orari comuni, dipartimenti disciplinari, ecc.), ci avreste dovuto fare un pensierino. E mentre scrivo queste riflessioni del tutto personali mi viene spontaneo provare a capire quali vantaggi si creano per la comunità e chi trae oggettivamente vantaggio da questo piano di dimensionamento.
Chi vince e chi perde Le Famiglie no, perché rischiano di perdere continuità con maestre o docenti.
Il Personale docente della scuola no, perché perde continuità con gli alunni, rischia la sopranumerarietà e la collocazione del proprio posto tra varie altre istituzioni.
Il personale ATA no, perché subirà certamente un taglio di organico.
Le offerte formative, quindi l’intero lavoro delle singole autonomie no, perché si perdono importanti peculiarità caratterizzanti la primaria rispetto alla secondaria di primo grado.
Su chi ha un vantaggio lo posso solo ipotizzare, ma forse lo sapete solo Voi.
Cosa sarebbe stato meglio fare:
– certamente una nuova legge sulla scuola o comunque una rilettura delle linee guida e una interpretazione autentica in sede di conferenza Stato/Regioni, appropriandosi quantomeno di una corretta regia regionale, senza assistere a miserevoli assemblee in cui alcuni non propongono e altri vogliono essere protagonisti;
– certamente sarebbe stato bene non avanzare alcuna proposta al Consiglio regionale, limitandosi a offrire eventualmente il proprio ragionamento nelle fasi di determinazione del piano complessivo;
– certamente evitare di formulare una proposta come quella che è stata fatta, ma determinando molto semplicemente e linearmente, come da Linee Guida, la formazione di due istituti uno di primaria e uno di secondaria di secondo grado con la soppressione dell’autonomia con il minor numero di allievi. Il risultato sarebbe stato sempre il taglio di una autonomia su Cagliari ma senza disagi per tutta la popolazione che vive e frequenta le nostre realtà, con la possibilità di avere ulteriori tempi per studiare meglio il territorio e le sue esigenze.
Questa semplice proposta avrebbe salvaguardato il lavoro di tanti servitori dello Stato costretti a stressarsi per una “cosa” senza senso. Evidentemente chi deve fare le scelte sarebbe stato meglio avesse fatto un esercizio di umiltà per ascoltare e comprendere i veri vantaggi e le reali penalizzazioni delle future autonomie. Faccio infatti presente, e chiudo, che il compito, in capo a tutta la macchina amministrativa compresa la dirigenza scolastica, di dover governare questo passaggio significa riformare completamente bilanci, inventari, organici, identità, codici meccanografici, l’insieme di tutte le registrazioni e gli accreditamenti su tutte le piattaforme della PA perché anche questa è la realtà che ogni nuova amministrazione dovrà affrontare.
In sintesi questo piano di dimensionamento arreca solamente danni a tutta la comunità scolastica senza che vi sia alcun vantaggio.
ANCORA GRAZIE DI CUORE
Massimo Sechi
Ah, che capolavoro! Un piano che scontenta tutti, ma con grande coerenza. Nessun vantaggio per famiglie, docenti e personale, ma almeno il solito esercizio di equilibrismo burocratico è salvo! Riformare bilanci e codici meccanografici sarà un’esperienza indimenticabile. Bellissimo regalo!
Per fortuna è una lettera che è indirizzata alla Leonessa e alla sua Assessora nonché al redivivo Sindaco di Cagliari e Assessora, perché e faccio pubblica ammenda non sono riuscito a comprenderla , beninteso e lo sottolineo, solo per colpa mia.
È ovvio che ho compreso che per l’autore detta riorganizzazione costituisca un danno per l’intera Comunità Scolastica e che essa dimostri che quella di Campagna Elettorale non fu altro che una narrazione di comodo per scrocco elettorale ma sui PERCHÉ, ecco lì non ho una visione chiara.
P.S. : siccome conosco il territorio Gallurese , l’avere appreso che la direzione scolastica di Aggius viene soppressa e accorpata a quella di Tempio Pausania, mi induce a fare solo delle congetture (da profano, ecco) , .. la Direzione di Tempio organizzerà la didattica in maniera soddisfacente come quella di Aggius?
Aggiungo che genitori e docenti sono stati completamente esclusi dal processo decisionale in merito al dimensionamento scolastico.
Abbiamo inviato email, pec, scritto sui giornali. Abbiamo cercato in tutti i modi di contattare direttamente l’assessora, il sindaco, i membri della Commissione regionale e altri politici a loro vicini. Abbiamo costituito un comitato e organizzato un’assemblea pubblica partecipata oltre ogni previsione. Tutto per porre i nostri rappresentanti politici davanti all’evidenza del disastro che sarebbe accaduto se non avessero modificato il loro piano… disastro che, come ha descritto il preside Sechi, sta puntualmente avvenendo.
Non hanno voluto vedere e non hanno voluto ascoltare.
Hanno scelto di sottostare ad un dogma, quello della verticalizzazione, che gronda di ipocrisia. Come ipocrita, e puerile, è stato il tentativo di scaricare la responsabilità di questa situazione sul Governo, sulle leggi nazionali… nel corso della citata assemblea pubblica ho dovuto ricordare loro che nessuna legge impone di fondere asili, scuole elementari e medie… è una scelta politica e ai politici si chiederà conto di tale scelta.
Hanno liberamente scelto di rovinare la scuola di via Castiglione, snaturare la Foscolo e far morire la media di via Talete. Qui prodest? Ce lo siamo chiesti tutti… ma il fatto che questo disastro sia stato così pervicacemente perpetrato dai rappresentanti di un’area politica che si erge da sempre a paladina dell’istruzione, dei lavoratori, dei quartieri svantaggiati, rappresenta per me un’ulteriore motivo di enorme sconforto. Se poi ricordiamo che l’anno precedente lo stesso piano era sostenuto dalla Giunta di destra, mentre l’attuale maggioranza si indignava e giurava di battersi contro scelte così scellerate, non resta che rassegnarsi alla triste evidenza che nel nostro panorama politico così litigioso e frammentato c’è una grande concordia nella volontà di demolire la scuola… e il discorso potrebbe estendersi facilmente ad altri ambiti del cosidetto “stato sociale”.
Giorgio Costa
Negli ultimi venti anni la popolazione, soprattutto nei piccoli paesi dell’interno, è diminuita sensibilmente, soprattutto nelle fasce d’età più giovani. C’è poco da fare e le chiacchiere servono a poco.
Spero che chi ha scritto questa lettera non sia un’insegnante. Le argomentazioni saranno sicuramente valide, ma prolisse e condite da un fiacco sarcasmo che non contribuisce a far capire le (presunte) colpe della politica.
Mi permetto di dire che c’é un vantaggio: incrementare l’inverno demografico che tutti, anche a livello nazionale, strombazzano come una iattura, ma nei fatti accolgono come un grande risultato della politica di inclusione………ne rimarrà soltanto uno!
lunga, confusa, una lettera che avrebbe avuto bisogno di una sostanziale revisione. In ultima analisi, la sostanza quale è?
Egregio, che dire? La segnalazione è talmente ben argomentata e documentata da non lasciare spazio a polemiche. Direi che dopo sanità, difesa dell’ambiente e programmazione delle finanze regionali anche in ambito scolastico si conferma la totale incompetenza e mancanza di vision di un governo regionale basato su estetica da influencers mediocri. In questo ben accomunato ad un sindaco e ad una giunta cagliaritana da pandorate. Non ci resta che sperare che a breve questi soggetti vengano cacciati dal tempio. Saluti.