«Presidente, continuo a difendere gli interessi della Regione sarda contro i padroni degli aeroporti, oppure in Tribunale facimm’ ammuina?»
Potrebbe riassumersi così, il senso della missiva che l’avvocato Gabriele Racugno ha spedito nei giorni scorsi a Villa Devoto, per chiedere lumi sulla condotta che la Regione vorrà tenere, in occasione dell’udienza fissata dinanzi al Tribunale civile di Cagliari il prossimo 19 marzo, nella causa intentata dalla stessa Regione contro le società di gestione degli scali di Olbia e di Alghero per l’annullamento delle delibere con le quali, le assemblee straordinarie dei soci di Geasar e Sogeaal, hanno approvato, il 29 maggio 2023, il progetto di fusione dei due aeroporti, con il voto contrario della Regione e della Sfirs (28,75% delle azioni Sogeaal e 2% di quelle Geasar).
La vicenda è quella nota e riguarda la fusione degli aeroporti del Nord dell’Isola e si collega alla privatizzazione della società di gestione dell’aeroporto di Cagliari che, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, dovrebbe passare sotto il controllo del fondo privato F2i (ha la maggioranza sia a Fertilia che al battezzando Aga Khan) per il tramite di un concambio di azioni con la Camera di commercio di Cagliari che detiene il 94,4% del capitale sociale della Sogaer spa (la Regione ne ha soltanto lo 0.7%).
L’avvocato Gabriele Racugno, già professore di diritto commerciale dell’Università di Cagliari, come molti ricorderanno, era stato nominato dalla Giunta Solinas per affiancare gli avvocati dell’ufficio legale della Regione sarda (Mattia Pani e Sonia Sau) nella causa voluta da Villa Devoto contro la fusione e la privatizzazione del sistema aeroportuale sardo, progettata dal fondo di investimento F2i e condotta nell’Isola, con una buona dose di arroganza politica bocconian-partenopea (che ha distrutto l’originaria intenzione di fare qualcosa per salvare Alghero con l’accordo della Regione, non contro o, comunque, tenendola sotto il calcagno ossuto del Fondo), dal presidente del Cda delle società di gestione aeroportuale, Roberto Barbieri, già on. Barbieri.
Tra lo stupore dei più e con una certa sorpresa generale, la Regione che in molti davano per soccombente in partenza, davanti allo stuolo di avvocati schierato da F2i, ha ottenuto, il 12 settembre 2023, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia della delibera con la quale si approvava un’unica società di gestione per gli aeroporti del Nord, attraverso l’incorporazione di Sogeaal in Geasar.
Provvedimento cautelare che è stato confermato dal Tribunale Civile di Cagliari con l’ordinanza del 28 dicembre 2023 che ha rigettato il reclamo, contro il provvedimento di sospensione, presentato dalle società aeroportuali di Olbia e Alghero.
Dopo i due punti a favore della Regione, non restava dunque che attendere l’udienza di merito, fissata per il prossimo 19 marzo, per sotterrare le mire di fusione, incorporazione e privatizzazione degli scali sardi per mano di F2i.
Ma il professor Racugno, oltre che esperto di diritto commerciale dimostra di conoscere anche il commercio sottobanco che si fa in Regione e così, pur avendo pronto il colpo del ko, prima di sferrarlo, ha pensato bene di chiedere conferma alla presidente Todde se bisogna combattere ancora: «Anche in considerazione degli accadimenti, siamo qui a chiedervi se la Regione abbia raggiunto una qualche intesa con la controparte».
E quali sono i recenti accadimenti? Semplice: la Giunta Todde ha rimesso (lo aveva già fatto nell’assestamento di Bilanci, commi 1 e 2 dell’art. 22 della L.R. n.13/2024) nella finanziaria uno stanziamento da 30 milioni per partecipare, con una quota insignificante al capitale azionario della ipotizzata società unica degli aeroporti fusi e privatizzati, guidata da F2i.
Non solo: la dote finanziaria è accompagnata dal solito e immancabile stanziamento consulenziale, questa volta di 170mila euro. Quindi, la Regione ha già stabilito quanto stanziare, 30 milioni, da chi comprare le azioni, pare dalla Fondazione di Sardegna, e quanto pagare il consulente che dovrebbe fungere da advisor per l’intera vicenda.
Perché serve un consulente?
Per due buoni motivi:
a) la norma di riferimento per l’acquisizione da parte della Regione di partecipazioni in società di produzione o di servizi è il Decreto Legislativo 175/2016, in particolare i commi dell’art. 4. Basta leggerli per comprendere che non ci sarà un solo dirigente regionale che firmi l’erogazione dei 30 milioni senza una legge, articolata e precisa, che ne abbia disciplinato prima i limiti di utilizzo, perché c’è anche da verificare che la società costituenda rientri in quelle annoverate e non in quelle vietate dalla norma. La Regione a conduzione cinquetascata, invece, ha pensato bene di procedere col massimo di impegno finanziario e il minimo di impegno normativo, e dunque con una banale posta di bilancio;
b) il parere espresso dalla Corte dei Conti su richiesta della Camera di Commercio di Cagliari non è solo facilmente superabile laddove indica l’esigenza di una gara per la cessione o lo scambio di quote (e ciò farebbe riferimento agli assetti societari), ma soprattutto è insuperabile laddove ricorda che le partecipazioni pubbliche devono agire, qualora si servano di società, attenendosi sempre ai principi di economicità e di concorrenza dei servizi economici di rilevanza generale, cosa che, invece, il progetto di monopolio di gestione degli aeroporti, per come è stato borbonicamente realizzato, intende espressamente negare.
Ecco dunque la necessità di un consulentone che liberi i dirigenti regionali dalla legittima paura che il giochino messo su con la sola iscrizione a bilancio dei 30 milioni (mica briciole, 30 milioni di euro) abbia come effetto collaterale exponere magistratus culum ad omnem deflorationem (ieri ho partecipato alla presentazione dell’ultimo libro di Attilio Mastino e mi è rimasto il latino in testa). Ma c’è una bella intelligenza dietro la consulenza che dovrebbe assumersi la responsabilità che i dirigenti non vogliono; quel volpone di Giuseppe Meloni, assessore del Bilancio, non l’ha messa in capo al suo assessorato, ma a quello dei Trasporti, cioè al più terremotato degli assessorati in attività (ve ne sono anche di dormienti, per esempio l’Agricoltura): Meloni è di Olbia e conosce i suoi polli; tra vedere e non vedere si è messo un paio di boxer d’acciaio e ha allontanato da sé la patata bollente, che adesso è tutta in capo alla presidente e all’assessorato dei Trasporti. Come dire: “Io ho trovato i soldi, come mi avevate richiesto; adesso, come li userete, sono affari vostri e comunque non mi riguarda”.
Ora, se anche l’assessore del bilancio gira badando ad avere dietro solo muri e non persone, perché invece dovrebbero gironzolare allegri e felici come fringuelli i dirigenti regionali che dovrebbero dare il via libera al monopolio dei parcheggi, degli hangar, delle manutenzioni e di ogni millimetro di ossigeno che dovesse circolare negli aeroporti sardi?
Ciò che non si vuole capire è che si sta esagerando. Non può essere che tutto ciò che ha valore in Sardegna passi per un ristrettissimo gruppo di persone, per di più alleate con il più importante imprenditore della Sardegna, l’ing. De Pascale, che è anche presidente della Camera di Commercio di Cagliari e che sta realizzando un intervento notevole a bocca dell’aeroporto di Cagliari.
È troppo, e lo è perché De Pascale è anche socio della Nuova Sardegna la quale fa da battistrada per creare il consenso intono a questo disegno di dominio non dichiarato.
Avete rotto i coglioni, ops!.
Non so , si, gratta gratta una considerazione che si potrebbe tra noi potrebbe essere questa: proprio a partire da quello che nei documenti si insiste nominare come esigenza di salvaguardare il “bene” concorrenza , ecco non può sfuggire il dato che i Territori (non solo tra quelli che insistono nella Regione) ma soprattutto tra quelli dell’intera Italia e chissà in futuro , anche altri ..agisce un fortissimo conflitto di interessi.
I territori con classi dirigenti più capaci, più lungimiranti nonché con un retroterra di relazione maggiormente influente, prevalgono. Non è una cosa buttata lì perché se orientiamo lo sguardo ad altri ambiti, diversi da quello della mobilità la cosa balza a uno sguardo anche più distratto, nella questione Energetica.
Sulla mobilità sanitaria, poi, non è necessario vada oltre ognuno di noi in famiglia ha il proprio migrante sanitario.
Ecco possiamo dire, tenendo le debite distanze da quelle che sono idee di complottismo che tutti ..TUTTI i territori sono in competizione l’uno con l’altro .
Questa è una possibile cornice entro cui avvengono le dinamiche.
La mia domanda è sempre la stessa : a chi giova ? Chi sono i veri beneficiari di queste manovre ? Come per il solare o l’eolico , mi chiedo se è tutto frutto di improvvisata incompetenza o una pericolosa cosciente operazione ,studiata e gestita per conto terzi ?
Sono le stesse domande che mi sono posto per la scelta (sciagurata ?)di ignorare la Pratobello 24 e l’approvazione di una legge inutile sulle aree idonee :.la risposta più coerente è ,: sono davvero incapaci e culturalmente insufficienti come apparentemente sembra ? E se fosse il contrario ,,? Cioè un’azione complessa studiata a tavolino con finalità inconfessabili e soggetti di vero potere , a noi sconosciuti, promotori e beneficiari di interessi reali che potrebbero derivarne !!!! Mi fermo qui e lascio spazio ad altre considerazioni ,certamente più coerenti del mio personale pensiero .
Temo che il posteriore del dirigente che sarà prescelto per gestire il procedimento sarà comunque esposto a pericoli di varia natura, come quello che appare in contrasto con la legge di impenetrabilità dei corpi (Netwon). Il consulente, per il quale è stata creata una riserva di denari che farebbe pensare ad affidamenti a persone proporzionalmente competenti, conoscerà senz’altro alcune falle teoriche della summenzionata legge e, nella preparazione dei documenti a supporto del dirigente incaricato, dedicherà particolare attenzione a tutta la parte che lo dovrà mettere al riparo da qualunque rischio. Compreso quello derivante da oggetti aerodinamici in movimento e volanti ad altezza di circa 90 cm da terra.
Quando il gioco si fa duro…Pili disappeared (come con l’art 20 comma 8 del decreto Draghi).
Mm, non riesco a ridurre a comprensibile sintesi l’intera faccenda. I documenti che ballano sulla scrivania divengono sempre più corposi. Eppoi c è sempre la necessità di andare a verificare il “vissuto” dei protagonisti , non certo per una esigenza di banale pettegolezzo ma per , diciamo affinare la lente di ingrandimento.
Come diceva il grande Paul Cézanne, un buon dipinto , o lo concepisci nel tuo intimo e lo risolvi in brevissimi istanti oppure abbandona.
Mi sfugge la visione di insieme, troppo rumore. Si, c è la componente sicurezza portafoglio personale, la più manifesta e che fa salire la temperatura (Gesù, trenta milioni mi ricorda i trenta denari) ma nel fondale del palcoscenico che cosa sta’?!
Cosa sta’ al di là di tutta la agitazione collettiva, ecco.
Certamente che è strano questo termine “integrazione” : di cosa che sta insieme a cosa. E Concorrenza, altro problematico termine. E perché , poniamo sia una Compagnia aerea della Germania, ecco, e che sia interessato alla costa orientale della Sardegna . Quanto costa atterrare ad Alghero? Costa tot. Non posso, non ci rientro coi costi. Non c è problema ti facciamo uno sconto in quello di Napoli se decidi di cambiare destinazione.
Oh ! Lo scrivo così da neofita ed in modo surreale da para scherzo. Se c è qualche Pilota di aereo oppure Steward oppure addetto ai gate di accettazione che leggono Sardegna e Libertà si faccia avanti e dica la sua.
… a ciò che ci illustra … assistiamo privi di strumenti (?) per opporci a questo continuo sfascio …. ai soggetti che continuano imperterriti ad avanzare nei loro proponimenti…. spesso senza comprenderne le finalità …. (noi.. e loro ?)
I termini che mi vengono in mente sono: “protervia” e “arroganti” …
Ispirato dall’utilizzo del latino ho verificato e fatto brevi ricerche …
Protervia. Il termine protervia indica un atteggiamento di ostinata arroganza, insolenza e prepotenza. Si riferisce a un comportamento ostinato e sprezzante, caratterizzato da una sfida continua e da un atteggiamento di superiorità. È un termine di uso abbastanza formale e letterario, spesso usato per descrivere atteggiamenti negativi in contesti politici, sociali o personali.
“Il tentativo di sopraffare gli altri di un prepotente è lo stesso di un protervo; ma mentre il comportamento del primo è indotto da una semplice, occasionale e un po’ infantile volontà di imporsi, che ne esaurisce l’azione, dietro l’aggressività (politica) del secondo c’è la piena consapevolezza che ogni suo atto sia la manifestazione di una superiorità permanente, quella di chi ribadisce l’incolmabile distanza che lo separa dagli altri già prima di agire, e ben oltre l’agire.
Arroganti. deriva da “arrogare”: attribuirsi, pretendere ciò che non è dovuto, ovvero chiedere, attribuirsi, composto di “ad” (a) e “rogare” (chiedere); il termine ha origine giuridica: l’espressione “ad rogare”, in latino, indica la richiesta e l’appropriazione di ciò su cui non si possono vantare diritti…. Che trattano gli altri con insolente asprezza e con presunzione ….